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Chi le prova ne rimane entusiasta. Gli esperti le valutano come le future sostitute dei ciclomotori. Eppure, tra pasticci normativi, costi elevati e regolamentazione poco chiara, il mercato fatica a decollare.

Veloci, pratiche, con bassi costi di marcia e di manutenzione. Queste sono le S-Pedelec, un prodotto che probabilmente rappresenta il modo più semplice e rapido per spostarsi in città. Biciclette sì, ma veloci. Le S-Pedelec sono infatti quelle eBike che (legalmente) possono raggiungere la velocità di 45 Km/h, con zero emissioni e con l’ingombro e il peso di un urban eBike. Sulla carta ci sono tutte le caratteristiche perché possano spopolare nelle città e sostituire i ciclomotori, ma vi sono alcune problematiche che ne frenano la diffusione e creano dei veri e propri “up and down” apparentemente inspiegabili nelle vendite e nell’apprezzamento del pubblico. Sono principalmente: il non troppo chiaro inquadramento legislativo e l’elevato costo di acquisto. In nord Europa le cose sono più semplici a livello di immatricolazione e di regolamenti, di conseguenza nel periodo pre-Covid c’èra stato un certo innalzamento dell’attenzione verso questa categoria che sembrava destinata finalmente a esplodere.

Un mercato altalenante per un prodotto che fatica a decollare

Ciò però non è avvenuto, anzi, i dati di vendita sono tutt’altro che positivi per questa categoria di LEV. Secondo quanto riportato da Leva-Eu, nei paesi in cui questi veicoli sono maggiormente diffusi le vendite sono in costante calo. Lo scorso anno in Belgio sono state immatricolate 11.863 speed-pedelec. Cioè il 3,3% in meno rispetto al 2020 e il 6,5% in meno rispetto al 2019. Da gennaio ad aprile, le registrazioni hanno fatto un balzo da gigante del 41% rispetto al 2020 e il settore cantava vittoria e si attendeva una vera e propria esplosione delle vendite che però non si è mai concretizzato. Le rigide misure di lockdown imposte nella gran parte dei paesi erano ancora in vigore durante quel periodo e l’homeworking era la norma per moltissimi lavoratori. Da giugno in poi si è registrato un forte calo, che a settembre ha toccato addirittura il -30%. A partire da ottobre vi è stato un lieve rimbalzo, e a dicembre sono state registrate oltre il 7% di S-pedelec in più rispetto a dicembre 2020, terminando in ascesa un anno comunque negativo rispetto ai precedenti.

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L’associazione di categoria belga Traxio attribuisce il risultato negativo del 2021 principalmente al maltempo estivo. In realtà alcuni operatori ventilano l’ipotesi che questa, vista da molti come una nicchia, potrebbe aver raggiunto il punto di saturazione. Per lo meno fino a quando non verranno attuate campagne di marketing o incentivi che spingeranno questo “plateau” di potenziali clienti ad aumentare di numero e richiedere le S-Pedelec al di fuori della domanda fisiologica annuale.  Essendo un prodotto destinato principalmente al commuting e agli spostamenti cittadini, probabilmente anche le norme sanitarie, che hanno previsto il lavoro da casa obbligatorio devono avere influito allo stop delle vendite, che ha interessato unicamente coloro che già da prima erano interessati all’acquisto di una S-Pedelec, e il Covid ha dato loro l’ultima spinta all’acquisto. A ciò si devono aggiungere anche i problemi di fornitura e trasporto nel settore che hanno sicuramente avuto un ruolo determinante provocando la mancanza di prodotti e di approvvigionamenti. Dai risultati di quest’anno probabilmente emergeranno maggiori dati e si potrà vedere se il mercato belga delle biciclette elettriche a pedalata assistita sia effettivamente saturo ed eventualmente attuare le necessarie contromisure.

I punti a favore delle S-Pedelec

I campi da esplorare per imporre le S-Pedelec nelle nostre città sono molti, e queste bici hanno molte frecce nella loro faretra. L’anno scorso, infatti, poco meno del 50% degli acquisti è stato effettuato a nome di privati, circa il 15% a nome di società e il 35,6% tramite leasing. Su questi dati si può certamente lavorare, anche in Italia. Tramite incentivi alle aziende per promuovere il leasing o aumentando i benefit per chi si reca al lavoro con uno di questi mezzi. Come già detto le potenzialità sono molto alte, soprattutto nei contesti urbani, ma servono anche infrastrutture che colleghino le periferie al centro delle città rendendo più sicuro e confortevole ogni spostamento.  Ma quali sono i motivi che hanno reso il Belgio il leader di mercato europeo nella vendita di Speed-Pedelec? Le ragioni sono diverse, e forse è il caso di valutarle con un po’ di pazienza, per prendervi spunto e capire come sarebbe possibile anche in Italia avere una buona presenza di questi mezzi, che ad oggi rappresentano una quota risibile nelle vendite.

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Il caso virtuoso del Belgio, tra politici accorti e incentivi

Nel regolamento tecnico (Regolamento 168/2013), l’Unione Europea ha classificato le S-Pedelec come un ciclomotore. E così, tutti gli Stati membri hanno semplicemente copiato pedissequamente quella categoria nei loro codici di regolamentazione dei veicoli circolanti, questo ha causato ovviamente parecchie difficoltà alla loro diffusione, e classificandole come un ibrido difficile da inquadrare, ma soprattutto: difficile da vendere! I concessionari di moto le vedono come delle biciclette, mentre i bike shop non si avventurano a proporre una categoria di prodotto che a tutti gli effetti non è il loro, le bici non hanno mai necessitato di: targhe, immatricolazioni, libretti di circolazione ecc… Ciò è avvenuto pressoché in tutti gli Stati membri tranne che in Belgio. Questo grazie ad alcuni funzionari lungimiranti e probabilmente competenti. Le S-Pedelec nel codice della strada belga non sono state quindi inquadrate come ciclomotori, ma è stata creata una categoria separata: Ciclomotori Classe P – Speed ​​​Pedelec. Questo ha permesso di sviluppare regole del traffico adattate con nuovi segnali stradali che, utilizzando la lettera P, consentono o escludono le S-Pedelec. Senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo dire che in generale, esse sono soggette alla stregua delle biciclette ed eBike convenzionali, consentendone l’accesso alle piste ciclabili. Certo sicuramente in quei lidi le ciclovie sono della giusta larghezza, a doppio senso, rispettate dai pedoni e pulite, mentre in Italia spesso si ha a che fare con piste strette, piene i pedoni e radici e incoerentemente progettate. Il che se le rende già pericolose da essere percorse con la classica bici da corsa, si può immaginare con una S-Pedelec alla velocità di 45 Km/h.

Le eBike veloci sono biciclette, non motocicli

La categorizzazione separata dai ciclomotori convenzionali ha consentito di assoggettare le S-Pedelec agli stessi incentivi statali e finanziari delle eBike convenzionali fino a 25 Km/h. In Belgio inoltre, è possibile usufruire di un’esenzione fiscale per i pendolari in bicicletta, eBike o S-Pedelec, in modo da rendere l’acquisto di questi mezzi veloci e comodi, non solo conveniente, ma anche profittevole. Chiaramente gli operatori non devono sperare che l’utente acquisti questi prodotti per “moda” ma deve renderli in qualche modo convenienti, questo potrebbe essere un volano importante per la crescita del settore. Infatti, ogni giorno in cui ci si reca al lavoro in bici si può tradurre in un extra finanziario ogni anno, tra l’altro completamente esentasse. Le vendite sono ulteriormente potenziate da vantaggiose formule di leasing tramite datori di lavoro.

 

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Lo strano caso dell’Olanda

Parlando del mercato olandese invece, esso è ancora molto indietro rispetto a quello belga, sembrerebbe strano vista l’attitudine pedalatoria degli “orange”. L’anno scorso sono state vendute solo 3.970 S-Pedelec, il 12% in meno rispetto al 2020. Quel numero è distribuito su quasi 60 brand produttori, che insieme hanno 198 modelli interni. I primi 10 brand si stima abbiano una quota di mercato dell’89%. Il leader di mercato imbattuto rimane un brand oramai storico, che ha fatto della produzione di eBike veloci di qualità un marchio di fabbrica, parliamo ovviamente di Stromer, con il 33% del mercato, seguito da Riese & Müller con il 20% e Sparta con il 13%. I primi tre modelli più apprezzati dal pubblico sono tutti di Stromer. Nel frattempo speedpedelec-evolutie.nl, ha calcolato che un totale di 27.538 eBike veloci circolano attualmente sulle strade olandesi, e che esse hanno un’età media di 3,7 anni.

Foto: Moustache e Stromer