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L'editoriale del Direttore / Meno auto, più elettrico

Lo scenario che richiamiamo nel titolo trova piena conferma sia negli ultimi dati a disposizione, sia nell’analisi empirica del mercato che quotidianamente la redazione di Emoving Magazine compie attraverso varie modalità. Partiamo dai numeri. Nelle prossime pagine, come di consueto, vi presentiamo alcune interessanti statistiche assai utili per interpretare il settore dei mezzi elettrici. A partire dalla sesta edizione del White Paper di Repower, che fa il punto sul settore a livello mondiale. L’obiettivo del documento è offrire una panoramica ampia sulla mobilità, cercando di scattarne ogni anno una fotografia articolata e completa. Oggi il mondo dell’eMobility si presenta molto dinamico, sempre più variegato e in crescita. L’elettrificazione si diffonde anche in nuovi segmenti del trasporto su strada e secondo alcuni dati elaborati da Deloitte, alla fine del decennio, nel mondo un’auto venduta su tre sarà elettrica.

Venendo nello specifico all’Italia, nei 12 mesi del 2021 sono state immatricolate 1.457.952 autovetture: +5,5% sul 2020 che, tuttavia, come ben sappiamo era stato assai negativo per via delle varie restrizioni legate al Covid. Un vero confronto va fatto con il 2019 e qui i numeri sono inequivocabili: 460.000 auto in meno, ovvero il -24%. Se il calo per le auto ad alimentazione tradizionale è stato significativo, ben diversa è la situazione per l’elettrico, con 136.854 mezzi immatricolati rispetto ai 59.973 dell’anno precedente. Come ben sappiamo anche i dati delle moto e bici elettriche hanno fatto segnare aumenti rotondi nel 2021 (su un totale di 22 milioni di pezzi venduti in Europa, il segmento elettrico ha superato 5 milioni di unità vendute, per un valore di 19,7 miliardi di euro, + 7,5% rispetto al 2020). Ma al di là dei numeri è doveroso e utile analizzare comportamenti e orientamenti delle persone.

Un’indagine di InfoJobs consente, ad esempio, di fare il punto sulle abitudini degli italiani per recarsi al lavoro. Emerge come il risparmio di tempo sia una delle priorità e come la bici cresca nelle tendenze, anche se ancora indietro rispetto all’auto e mezzi pubblici. Lo studio evidenzia come la bicicletta venga scelta come mezzo di trasporto per il tragitto casa-ufficio solo dal 4,4% delle persone, un dato di per sé contenuto. Le persone sono spinte a recarsi al lavoro in bici in primis per la vicinanza con la sede dell’azienda (35,1%), seguita dai benefici per la salute (25,7%), da un risparmio economico (12,2%), mentre l’aiutare l’ambiente e l’innata passione (entrambe le voci all’8,1%) chiudono la classifica.

Insomma, un “salto culturale” non ancora compiuto da molti italiani. Come ci confermano le voci di alcune delle aziende protagoniste di Emoving Days, evento organizzato dal nostro gruppo editoriale nelle due tappe di Genova e Milano, proprio con l’obiettivo di stimolare il pubblico verso un approccio più sostenibile e virtuoso alla mobilità, oltre a coinvolgerlo verso le nuove opportunità che il settore elettrico può offrire. Anche perché rispetto ad altri paesi l’Italia, specialmente nel segmento urban e commuting, si conferma ancora parecchio indietro. Ma al contempo con buone potenzialità di crescita. “È un problema principalmente culturale”, conferma uno dei nostri intervistati. “Bisogna capire che utilizzare l’auto in città comporta stress e una perdita di tempo. È importante che gli utenti capiscano i benefici del prendere un mezzo elettrico per gli spostamenti urbani”. Del resto, un’altra azienda rileva correttamente come, in particolare nel segmento moto, “il motore endotermico sia quasi intrinseco nel nostro Paese, dato che viviamo nella patria delle moto. Facciamo quindi ancora un po’ fatica a capire a pieno il settore dell’eMobility”. E non possiamo e dobbiamo avere sempre la scusa della mancanza di infrastrutture (certo anch’esse molto importanti). Il tema è chiaro: è soprattutto questione di mentalità, cultura, attitudine e volontà.

Benedetto Sironi – Editoriale Emoving Magazine n° 07-08/2022

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