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La “congestion charge”, ovvero il pedaggio che devono pagare i conducenti di alcuni mezzi a motore per poter accedere ad alcune parti delle città (generalmente il centro storico), è la politica più efficace a far calare le auto in circolazione nelle città anche del 30%. Altre misure sono la diminuzione del numero di parcheggi e l’introduzione delle ZTL che si piazzano rispettivamente al 2° e 3° posto tra le misure volte a incentivare la mobilità sostenibile. Questi sono parte dei risultati di uno studio che ha analizzato oltre 800 pubblicazioni scientifiche. Se la prima riesce, in media, a far crollare il traffico veicolare in centro del 12-33%, le altre due hanno un range di efficacia tra il 10 e il 20%. E portano dei vantaggi in termini di risorse o di trasformazione del paesaggio urbano. I proventi possono finanziare schemi municipali per la mobilità sostenibile, potenziare il trasporto pubblico, o liberare spazio per espandere piste ciclabili e aree pedonali.
Auto e furgoni producono il 16% delle emissioni di gas serra europee e il 72% di quelle del trasporto su strada. Il traffico veicolare è una delle cause principali della scarsa qualità dell’aria. Soprattutto, le emissioni del comparto continuano a crescere nonostante le politiche messe in campo dai vari paesi. Ci si chiede quindi quali possano essere le misure che si sono dimostrate le più efficaci per promuovere la mobilità sostenibile, in modo da creare una specie di vademecum di interventi.  Passando al vaglio più di 800 pubblicazioni scientifiche dal 2010 a oggi, un nuovo studio ha individuato le 12 azioni migliori per diminuire il numero di veicoli nelle strade.

“Il nostro studio classifica le 12 misure più efficaci che le città europee hanno introdotto negli ultimi decenni, basandosi sui dati del mondo reale sulle innovazioni che vanno dalla “carota” dei biciplan e dei walk-to-work al “bastone” della rimozione dei parcheggi gratuiti”, spiegano gli autori. “La classifica riflette i successi delle città non solo in termini di riduzioni misurabili nell’uso dell’auto, ma nel raggiungimento di una migliore qualità della vita e della mobilità sostenibile per i loro residenti”.

Di medio impatto, invece, sono misure indirizzate specificamente ai commuters. Servizi gratuiti o a prezzi agevolati per chi deve andare a lavoro, far pagare il parcheggio sul posto di lavoro, pianificazione dei tragitti casa-lavoro e casa-università, altri servizi per gli universitari, e il car sharing. Di impatto più basso, invece, un supporto alla pianificazione dei viaggi casa-scuola, servizi di assistenza ai residenti per incentivare la mobilità sostenibile, e app che promuovono la mobilità dolce tramite obiettivi personali.

Fonte: rinnovabili.it

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