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next mobility exhibition 2022

Next Mobility Exhibition è stata l’occasione per presentare nuovi prodotti e servizi legati al trasporto collettivo in chiave green, ma anche per fare il punto sullo sharing e la micromobilità e su come questi settori si stanno sviluppando nelle nostre città.

Nell’evento organizzato da Fiera Milano, tenutosi a Rho dal 12 al 14 ottobre, le esposizioni sono state accompagnate da un un ricco palinsesto di meeting e momenti di confronto, in cui si sono affrontati i temi legati alle sfide attuali e agli scenari futuri che vedranno cambiare gli spazi urbani che abitiamo quotidianamente.

La città a 15 minuti

Uno di questi è stato il convegno dedicato al modello di città da 15 minuti, proposto dall’urbanista della Sorbona Carlos Moreno e inserito nel programma elettorale della sindaca di Parigi, Anne Hidalgo.

L’idea di questo progetto ha cominciato solo di recente a diffondersi in Italia. Nelle loro ultime campagne per le elezioni amministrative, è stato citato come possibile strumento di sviluppo cittadino sia dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sia dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo che i cittadini possano trovare tutto quello di cui hanno bisogno percorrendo tragitti brevi, a piedi o utilizzando i mezzi della mobilità dolce e alternativa.

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Non è un caso, inoltre, che se ne stia parlando sempre di più in questi ultimi anni. Questo modello si inserisce nella discussione più ampia che riguarda la crisi climatica, perché ha le potenzialità per offrire una soluzione all’inquinamento delle città.

In questo contesto, che vuole dare importanza anche alle dimensioni locali dei singoli quartieri, la micromobilità urbana elettrica e lo sharing possono giocare un ruolo fondamentale per dare un’alternativa all’auto privata.

La situazione attuale e gli scenari futuri

Una delle sfide più grandi, secondo tutti i partecipanti alla tavola rotonda, sarà la capacità delle amministrazioni di dare una “spinta gentile” alle persone, in modo da incentivare dei cambiamenti spesso difficili da digerire.

Secondo il responsabile viabilità ciclabile del ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibile, Riccardo Capecchi, anche l’attuale crisi energetica potrebbe fornire un pretesto per portare a una modifica delle abitudini tra la popolazione.

Nel suo intervento, Capecchi ha fatto riferimento alla situazione dei Paesi Bassi negli anni ’70 come esempio da cui prendere spunto. Quando in quegli anni il prezzo del petrolio salì vertiginosamente, il governo locale ribaltò la tendenza di allargare le strade per favorire le automobili, e ripensò i propri piani urbanistici per favorire una mobilità alternativa.

Da quel momento, i Paesi Bassi sono diventati uno dei luoghi più adatti ai ciclisti al mondo e la bici è oggi il mezzo di spostamento principale per i neerlandesi.

La necessità di ripensare le nostre strade è stato sottolineato a più riprese. Secondo Valentino Sevino, il direttore generale di Agenzia Mobilità Ambiente Territorio (AMAT), sarebbe indispensabile avere una visione coraggiosa di politica, per intercettare un cambio culturale che nella popolazione in parte c’è già stato.

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Sevino ha citato i dati relativi al 2021 del traffico in corso Buenos Aires, a Milano, dove è stata costruita una pista ciclabile molto criticata. Secondo il monitoraggio di AMAT, la percentuale di bici che transitano sulla via dello shopping milanese è passata dal 5% del 2019 al 21% fatto registrare nel novembre 2021.

Iniziative del genere, tuttavia, spesso non risultano popolari. Come ha dichiarato anche l’assessore alla transizione energetica del comune di Verona Tommaso Ferrari, le collaborazioni tra gli operatori del settori e le amministrazioni locali possono favorire lo sviluppo di progetti innovativi. L’obiettivo sarebbe quello di consentire alle persone di coprire il cosiddetto “ultimo miglio” in maniera più efficace.

In questo senso, una delle parole chiave sarà intermodalità. Matteo Tanzilli, presidente di Assosharing, ha annunciato che dal prossimo anno verrà sperimentato in sei città un unico biglietto che include trasporto pubblico locale, mobilità in sharing e altri servizi di spostamenti alternativi. Un possibile passo in avanti verso la costruzione di uno spazio urbano a misura di cittadino.