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Brand profile: energia in movimento

“Whatever your idea of mobility is, we are here to make it carbon neutral”. Questo è il claim dell’azienda bresciana Eurisko. Capitanata dal chimico Maurizio Deltratti, propone soluzioni plug&play, smart e concrete per le esigenze della mobilità e non solo

Eurisko è una giovane azienda che nasce però da una realtà consolidata nel settore delle energie alternative, che mixa expertize nel campo della chimica, della meccanica e dell’elettronica proprio come il suo fondatore, Maurizio Deltratti, un chimico che ha fatto dello sviluppo delle energie pulite un vero e proprio stile di vita. In prima persona infatti cerca di sperimentare le tecnologie prodotte dalla sua azienda per capire quali siano le effettive necessità dei propri clienti. Un approccio che si discosta dal banale “green washing” che troppo spesso muove il business delle rinnovabili e cerca la vera innovazione al servizio delle persone e, soprattutto di un mondo finalmente più pulito. Infatti Eurisko, nasce con il preciso intento di rendere l’energia elettrica a portata di mano, sempre e ovunque.

L’azienda nasce nel 2020 dalla ferma convinzione che l’elettrico sia ad oggi l’unica soluzione in grado di garantire un futuro per il nostro pianeta e soprattutto, (ciò che sta più a cuore a Maurizio e ai suoi collaboratori), per le nuove generazioni. “Vogliamo contribuire al cambiamento che il mondo ci chiede, incentivando da un lato i privati ad intraprendere la strada verso scelte consapevoli e sostenibili e dall’altro le aziende a uniformarsi alle nuove certificazioni”. Per fare ciò, Eurisko ritiene che puntare sul fotovoltaico sul tetto, già molto in uso in questi anni, non sia sufficiente. Perciò si pone come mission quella di creare prodotti innovativi e che possano fornire energia in qualunque luogo, non solo nella propria abitazione, ma anche dove la rete elettrica non riesce ad arrivare, dagli stabilimenti balneari ai rifugi di montagna. L’obbiettivo è quello di contribuire in maniera concreta per permettere di arrivare il più presto possibile a un futuro totalmente carbon free. Per questo i prodotti Eurisko sono energeticamente indipendenti, lasciando tuttavia aperta la possibilità di essere immessi nella rete, andando a diminuire sensibilmente il consumo, l’impatto ambientale e di conseguenza i costi della bolletta.

Ma l’azienda bresciana non si è fermata a questo, pensando anche ad altri aspetti dei propriprodotti, come l’inserimento nei contesti più disparati, progettando quindi qualcosa che fosse esteticamente in linea con l’ambiente circostante e che potesse svolgere altre funzioni oltre a quella prettamente energetica. Tutti i prodotti, infatti, sono costruiti interamente di materiale riciclabile e certificato CE, sono versatili e possono diventare, come ci spiega Nadia Reboni, responsabile vendite e marketing di Eurisko: box che allo stesso tempo ricoverano e ricaricano le automobili, armadi per esterno, gazebo, infopoint turistici completamente indipendenti energeticamente, totem pubblicitari… e molti altri progetti sono già in cantiere. Infatti, interpellati a riguardo ci rispondono così: “Ci consideriamo un’azienda in continuo divenire: creatività e innovazione tecnologica sono i nostri capisaldi, ciò che ci ha spinto a creare i nostri prodotti e ciò che ci porterà sicuramente ad idearne molti altri”.

Maurizio Deltratti, fondatore di Eurisko

“ALLA RICERCA DEL CONNUBIO TRA ECONOMIA ED ECOLOGIA”

Maurizio Deltratti, fondatore di Eurisko, ci parla della sua visione delle cose e di un mondo davvero green. Lontano dai facili proclami, progetta e realizza i suoi prodotti partendo da quelle che sono le reali esigenze degli utilizzatori e soprattutto in maniera coerente e rispettosa dell’ambiente in tutti i suoi aspetti, dalla produzione di energia, ai materiali, al loro assemblaggio, fino all’estetica e al design.

Quale è il tuo background e come ti sei approcciato al mondo dell’energia pulita?
Nella mia esperienza lavorativa ho avuto molti contatti con vari mondi. Diciamo che integro: meccanica, chimica ed elettronica. Sono laureato in chimica, è la mia attività principale e quella che ho sempre svolto. Ho sempre avuto passione per le energie rinnovabili ricercando il connubio perfetto tra economia ed ecologia. Sono convinto del fatto che queste due cose debbano coesistere. L’ecologia sola non si potrà sviluppare se non avrà un background economico ragionevole. Al tempo stesso l’economia non potrà avere un corso lungo senza una compatibilità ecologica. Penso che queste cose debbano andare di pari passo.

E come lo vedi questo futuro? Apparterrà all’elettrico?
Si è parlato già da inizio degli Anni 2000 delle auto ad idrogeno, ma erano molti i problemi da risolvere, forse troppi. Ci si è quindi concentrati di più sull’elettrico. Anche qui permangono alcuni ostacoli, prima cosa la chimica delle batterie, però vedo un’evoluzione più coerente. L’accumulatore chimico ha 150 anni di T A R T storia e fino a 15 anni fa non ha praticamente avuto alcuna evoluzione, poi è arrivato il litio e oggettivamente si è fatto un salto di qualità anche se penso che questo non sia ancora il punto di arrivo. Ci sono metalli più economici, ecologici e reperibili che spero verranno sviluppati nei prossimi anni. Sono prodotti più difficili da realizzare, ma ci sono già delle start up che stanno lavorando in questa direzione. Inoltre, c’è un processo di ottimizzazione della tecnologia esistente, fatto salvo che il litio è un materiale poco presente nella crosta terrestre e se ci si dovesse basare solo su questo, il futuro non sarebbe sostenibile. Io non ho tutte le soluzioni ora. Sto pensando a chimiche diverse, ma più che altro come esercizio personale, poi si vedrà.

Per il presente, invece, quali sono secondo te le soluzioni?
Stando con i piedi per terra, se tutti si muovessero con la macchina elettrica, il primo problema sarebbe come facciamo a caricarle? L’infrastruttura è il primo problema, è stata progettata decenni fa quando i consumi erano diversi e l’utilizzo della rete era ben altro. A oggi mi permetto di avere qualche dubbio sulle reti elettriche nazionali, non potrebbero reggere un uso massivo della eMobility. Mi sono chiesto, se carico un’auto elettrica con una centrale a metano o a carbone, cosa cambia rispetto che andare con un’auto a gasolio? Il mio concetto è stato: devo arrivare io ad essere carbon neutral in prima persona e dimostrare alla società che questa cosa è fattibile. Da qui ho cominciato a sviluppare i miei prodotti proprio come soluzione a problemi reali.

E come è avvenuto il loro sviluppo? Da dove sei partito?
Prima cosa, sono partito dal mio posto auto, la mia elettrica sta al sole 10 ore al giorno. Ho fatto i miei calcoli e le mie simulazioni e ho visto che sugli impianti di piccola taglia il solare è vincente rispetto all’eolico. Quindi, premesso che l’auto stessa deve essere piccola e leggera e consumare il meno possibile, mi sono reso conto che i pannelli solari nel frattempo sono drasticamente diminuiti di prezzo, rendendolo paragonabile a quello dei materiali da costruzione di qualità. Un pannello in alluminio anodizzato più o meno costa come un pannello fotovoltaico; quindi ho pensato che questi ultimi potessero essere utilizzati per costruire un oggetto finito, come ad esempio un box auto che servisse anche a ricaricare la vettura. Ho pensato quindi di costruire le pareti del mio box in pannelli solari. Non mi interessava che fossero disposti in modo da avere una resa perfetta. Essi sono fatti con materiali durevoli e piacevoli alla vista e possono servire ottimamente da tamponamento per tutto il perimetro della struttura.

Quindi c’è un processo di ingegnerizzazione, ma anche uno studio sul design e sui materiali?
Abbiamo cercato di dare ai nostri prodotti il migliore design possibile, usando materiali di qualità senza prodotti chimici e saldature, pensando a estetica, economicità e sostenibilità. Senza dimenticarci della versatilità. Per esempio un nostro box lo abbiamo portato a Madonna di Campiglio e utilizzato come punto di noleggio per eBike. Ognuno ha le proprie necessità, quindi gli utilizzi di questa tecnologia sono i più disparati. Il vantaggio è anche la possibilità di muoverlo e spostarlo. Questi progetti partono anche dal concetto di utilizzare l’energia nel momento in cui effettivamente viene prodotta, perché quando la si trasporta ci sono delle dispersioni, e accumularla ha un costo economico ed ecologico.

Quali sono i prodotti Eurisko attualmente disponibili?
Adesso abbiamo il box, che può essere usato per caricare l’auto ma ha anche altri utilizzi, è modulare su base 3×3 m e posso produrli per varie esigenze in varie metrature, poi abbiamo il Kubike, la stazione di ricarica a totem per le biciclette e gli “arredi” plug&play da giardino o da balcone. Su questa base ci stanno chiedendo anche realizzazioni custom, ad esempio una torre alta sei metri per un autodromo.

Come vedi il futuro della tua azienda?
Sono molto fiducioso per lo sviluppo della nostra azienda, per vari motivi, ad esempio siamo andati a Misano per IBF per presentare principalmente le ricariche per le biciclette elettriche, ma abbiamo avuto un grande riscontro anche extra settore, ciò significa che il fotovoltaico interessa a sempre più persone e per i più svariati utilizzi. Occorre però lavorare e investire sullo sviluppo e su nuovi prodotti, nonché sulla comunicazione.


KUBIKE
VERSATILE, FUNZIONALE, ASSOLUTAMENTE GREEN

Un esempio concreto dei prodotti che Eurisko riesce a proporre sul mercato è proprio il capostipite tra le sue proposte. Parliamo di un progetto che ha fatto il pieno di attenzioni da parte degli addetti ai lavori e non all’Italian Bike Festival di Misano. Kubike è un poliedro in grado di ricaricare eBike e monopattini elettrici che viene usato oggi come punto di ricarica lungo le ciclovie o vicino ai rifugi ma, aggiungendo un pannello LCD, può diventare un originale totem pubblicitario, oppure con poche modifiche anche un distributore di bevande, camere d’aria, integratori o tutte queste cose insieme. Un prodotto perfettamente modulabile e personalizzabile secondo le esigenze della clientela.

Kubox, la scelta versatile di Eurisko pensata per la ricarica delle auto elettriche, ma adattabile anche ad altri scopi

I vantaggi di Kubike

  • Disponibile in tre versioni da: 340 w, 390 w e 535 w
  • Funzionamento a isola, non necessita di collegamento alla rete
  • Produzione costante per tutto l’arco della giornata
  • Utilizzabile su percorsi e in ambienti difficili da raggiungere dalla rete elettrica
  • In grado di fornire una carica supplementare a decine di eBike
  • Dotato di batterie per la ricarica nei giorni a basso irraggiamento
  • In grado di fornire carica a dispositivi USB
  • Controllabile tramite app

Brand profile: energia in movimento 3

eurisko.energy – sun@eurisko.eu – 030.7776563

di Gabriele Vazzola