In questo articolo si parla di:
La scommessa vinta dell'e-Enduro 2

Il primo circuito dedicato esclusivamente alle mtb a pedalata assistita è arrivato alla sesta edizione, dopo aver convinto con il tempo anche i più scettici. Ne abbiamo parlato con il fondatore Franco Monchiero

Raggiungiamo telefonicamente Franco Monchiero mentre è diretto all’Elba. Ad aprile, proprio sull’isola toscana, si disputerà la gara inaugurale dell’e- Enduro 2023 e il fondatore, insieme a Cristian Trippa e Davide Bonandrini, del primo circuito per mtb a pedalata assistita si sta dirigendo sul posto per assistere da vicino gli organizzatori locali. Monchiero è un volto storico del mondo delle ruote grasse. Lo dice anche Wikipedia. È salito in sella alla prima mountainbike alla fine degli Anni ’80 e da quel momento non ne è mai sceso. Nel corso del tempo, è diventato uno dei principali promotori dell’enduro a livello nazionale anche in chiave race, tanto da creare un circuito chiamato Superenduro. “L’evoluzione di quel format è proprio l’e-Enduro”, ci racconta Monchiero. “Nei primi anni in cui le eMtb cominciavano a prendere parte alle gare, c’era semplicemente una categoria all’interno delle competizioni muscolari. Il mio obiettivo era creare un evento specifico per l’elettrico”.

Una scommessa non banale. Unire il mondo della pedalata assistita a quello dell’enduro poteva sembrare un azzardo, come riconosce lo stesso fondatore, ma alle porte della sesta edizione gli ottimi risultati ottenuti dal circuito hanno spazzato via i dubbi iniziali. L’e-Enduro oggi è riuscito a intercettare un settore dal potenziale notevole, in un momento storico in cui le stesse eMtb stanno riscontrando un interesse sempre crescente tra il pubblico. Lo scorso anno, nelle sette gare disputate, c’è stata un’ottima media di iscritti, numeri in aumento rispetto alle edizioni precedenti. Race Events, organizzatrice del circuito, si aspetta di ritoccare questi numeri verso l’alto nel 2023, anche grazie all’inserimento di una tappa a fine settembre che nelle previsioni dovrebbe garantire un buon afflusso di partecipanti. Come nel 2022, prima dello start ufficiale ci sarà un debutto ufficioso con uno Skills Event a Stella (Savona) l’11 e il 12 marzo, in cui le squadre potranno testare i materiali per ottimizzare la messa a punto per il resto della stagione. Essendo un evento non agonistico, sarà anche un’occasione per chi non è iscritto a nessun team di provare i percorsi con la propria eBike personale. Da Lacona, invece, il 23-24 aprile partirà l’e-Enduro 2023 vero e proprio. Del circuito e delle prospettive per la stagione che sta per arrivare abbiamo parlato con Franco Monchiero in quest’intervista.

IL CALENDARIO DELL’E-ENDURO 2023
– 1a tappa – 11/12.3.2023 – Skills Event – Stella (SV)
– 2a tappa – 23/24.4.2023 – Lacona, Isola d’Elba (LI)
– 3a tappa – 27/28.5.2023 – Morbegno (SO) – Valtellina eBike Festival
– 4a tappa –1/2.7.2023 – Limone Piemonte (CN)
– 5a tappa – 30.9/1.10.2023 – Omegna (VB)


L’INTERVISTA
Franco Monchiero, fondatore del circuito e-Enduro

 

Quando hai lanciato l’idea di questo tipo di gare, c’era un po’ di scetticismo all’idea di far incontrare i mondi dell’elettrico e dell’enduro?
All’inizio probabilmente sì. L’utente medio dell’eMtb non era sempre un agonista, perché era un mondo composto soprattutto da persone che utilizzavano la bici elettrica per fare meno fatica o non avevano la preparazione fisica per fare le gare tradizionali. Secondo me, invece, si tratta di un modo diverso di interpretare la bici. L’eBike non significa solo fare meno fatica, anche perché in realtà se ne fa parecchia. Inoltre, bisogna considerare che l’aspetto agonistico e della performance ha portato chi si era avvicinato solo per provare a diventare uno specialista a tutti gli effetti.

Hai individuato nel tempo un prototipo di atleta che partecipa alle gare dell’e- Enduro?
Secondo me non si distacca molto da chi fa enduro tradizionale. È un atleta che deve coniugare doti di guida importanti a qualità atletiche da non sottovalutare. Non dobbiamo pensare che con le bici elettriche l’aspetto fisico sia meno rilevante. L’unica differenza, rispetto alle gare classiche, è che le abilità alla guida sono fondamentali anche in salita. Mentre nell’enduro tradizionale le prove si svolgono prevalentemente in discesa, l’atleta che partecipa alle nostre tappe deve affrontare delle gare con tratti di salita molto tecnici. In questo senso, forse è più vicino al concetto di enduro motociclistico.

Che aspettative ci sono per l’e-Enduro 2023? Quali sono le novità della prossima edizione?
Contiamo di avere un aumento dei partecipanti, considerato l’interesse sempre maggiore che stiamo riscontrando. Tra le novità del 2023, ci sarà una categoria in più dedicata alle eBike super light, viste le tante richieste da parte degli stessi possessori di queste bici di partecipare all’e-Enduro. Hanno un peso e prestazioni inferiori a quelle standard, perché hanno batterie e motori meno performanti. Sarà una categoria unica per tutte le età e il parametro sarà solo il tipo di bici.

Come avviene la scelta delle location per le gare?
È un mix di più fattori. A volte sono gli organizzatori locali che si rivolgono direttamente a noi. Nel 90% dei casi, sono interessati a una promozione turistica del territorio attraverso la mountainbike. Molto spesso in un determinato posto si stanno già sviluppando una serie di trail dedicati al mondo eMtb, e a quel punto la gara può contribuire a far crescere questi progetti. Tra gli esempi posso citare quello di Morbegno, dove si svolgerà una tappa di e-Enduro anche nel 2023 e dove si organizza anche il Valtellina eBike Festival. Credo che il collegamento con il settore turistico sarà sempre di più uno degli aspetti chiave in futuro. Tra gli obiettivi, inoltre, abbiamo quello di allargarci anche ad altre regioni che finora sono state poco esplorate.

Avete degli obiettivi particolari che vi siete posti rispetto al 2022?
Vogliamo continuare a far crescere i nostri numeri, perché siamo sicuri che si tratta di una disciplina in evoluzione. Anno dopo anno, siamo riusciti a crescere pian piano perché questo mondo attira sempre più persone ma soprattutto l’industria ciclistica nel suo complesso. Oggi la maggior parte delle aziende produttrici di biciclette ha in catalogo una ricca gamma di eMtb ed è sempre più interessata ai progetti che gravitano attorno a questo settore. L’offerta è sempre più ampia e noi puntiamo su quell’utenza che ha voglia di misurarsi in questo tipo di sfide.

di Daniele Pansardi