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Birò di Estrima: alla conquista della città

Birò di Estrima è la microcar elettrica pratica, sicura e con già una storia alle spalle. Nata dalla mente di Matteo Maestri, fa ora parte di una realtà internazionale quotata in borsa che investe nel futuro della mobilità urbana

Estrima è una società nata nel 2008. Fin dalla fondazione svolge attività di r&d, progettazione, produzione e commercializzazione di veicoli elettrici e rappresenta uno dei primi operatori a occuparsi di questo settore. Estrima ha origine dalla visione creativa e sicuramente non convenzionale di Matteo Maestri come spin-off di Brieda, l’azienda di famiglia, che è attiva da oltre 50 anni nella produzione di cabine di sicurezza per veicoli agricoli e industriali. Proprio il know how sviluppato in questi ambiti permette di portare grande sicurezza e affidabilità alle microcar Birò.

Nel 2021 Estrima ha acquisito l’intero capitale sociale di Brieda, di Sharbie e, indirettamente, di UPooling, diventando così un gruppo articolato in grado di perseguire una strategia di ampliamento del business nel mondo della “Mobility as a Service” e, in particolare, del noleggio e dello sharing dei veicoli. Il gruppo ricomprende, infine, Birò France, una società partecipata al 66,7% da Estrima, che svolge attività di distribuzione nel territorio francese dei veicoli a marchio Birò e da Birò Hellas, joint venture tra Estrima e NextCom, realtà fondata nel 1993 che opera nel settore dei servizi e della consulenza aziendale in Grecia.

Dal 20 dicembre 2021, Estrima è quotata sul mercato Euronext Growth Milan organizzato e gestito da Borsa Italiana. Nonostante la complessità del periodo, sono stati percorsi diversi passi verso obiettivi strategici come: l’apertura di società in due nuovi Paesi (Francia, Grecia), due nuovi Birò Store (Parigi e Atene), il primo Birò Point in un negozio multimarca (a Torino), il rilascio di app per l’uso personale (Birò App) e per lo sharing (Birò Share), servizio ora disponibile nel comune di Peccioli in Toscana e nell’isola partenopea di Procida.

Matteo Maestri, presidente di Estrima, si esprime così a proposito del nuovo modello Birò, lanciato a Eicma lo scorso anno: “Di uguale ci sono le dimensioni. Ma è più spazioso, più capiente, più ordinato, più scattante, più efficiente, più ergonomico, più duttile, più semplice, più stabile, più morbido, più luminoso, più personalizzabile, più condivisibile”.

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NUOVA BIRÒ: È GIÀ UN “INSTANT CLASSIC”
Lo slogan di Birò è da sempre “I’m easy” e su questo concetto si è sviluppato il modello evoluzione del precedente, che ne ricalca le finalità, la mission e i punti di forza, se possibile, migliorandoli. Ne è un esempio il nuovo volante, dove si concentrano tutti i comandi per permettere all’utente di sentirsi a suo agio fin dalla prima guida. Un display digitale aumenta la visibilità, mostrando solo le informazioni di cui si ha bisogno. La posizione di guida è ora più ergonomica, grazie ai sedili avvolgenti. Il nuovo posizionamento dei pedali, la cintura di sicurezza “one hand” e la funzione di hill holder, rendono l’esperienza di guida molto semplice anche per i neofiti di Birò.

SICUREZZA
Il telaio a farfalla prodotto da Brieda per le cabine di trattori e macchine da lavoro garantisce la massima protezione dei passeggeri. La massa e le dimensioni, la velocità e l’accelerazione controllate, fanno di Birò il veicolo a quattro ruote ‘amico’ degli utenti della strada più fragili. Inoltre, il nuovo design esterno con fari e luci posteriori full LED garantisce migliore visibilità in ogni condizione di guida e nelle ore notturne, con un vantaggio in termini di sicurezza attiva.

PERSONALIZZAZIONE
Sulla scia del successo riscosso, Estrima amplia la sua proposta di accessori e altre customizzazioni di pregio. Dalla colorazione dell’iconico telaio a farfalla, grazie a wrapping o verniciatura, fino alla realizzazione dei sedili, del volante e di altri dettagli in eco-pelle e materiali pregiati. La rosa di scelte arriva fino alle pinze dei freni, al logo o alle iniziali del nome da apporre sui tappetini in moquette o eco-pelle, come in una sartoria. La semplicità di Birò non è dunque solo nel prodotto, ma risiede anche nell’impegno di Estrima per semplificare la vita di chi guida, offrendo un servizio su misura in base alle esigenze.

COMPORTAMENTO DINAMICO
Gli ingegneri Estrima hanno ridefinito la distribuzione dei pesi, con le batterie ora posizionate più in basso in modo da garantire più stabilità. Grazie al nuovo motore elettrico e allo sviluppo di diverse mappature (Normal, Sport, Eco, Speed Limited), Birò garantisce nuovi livelli di performance e un’esperienza di guida in grado di adattarsi a ogni esigenza, da quelle dei più giovani a quelle degli operatori di mobilità.

NATIVO DIGITALE
Il nuovo Birò nasce connesso e con una dimensione digitale che lo rende ancora più flessibile e semplice nell’utilizzo quotidiano. Grazie alla Birò App, si abilita una chiave digitale sul proprio smartphone: un solo click e il mezzo è già acceso e pronto a partire. Tramite la Birò App è anche possibile localizzare il veicolo, tenere sotto controllo il livello di carica della batteri e lo stato di efficienza generale.

CONDIVISIONE
Grazie al pacchetto, l’app consente di condividere il proprio veicolo con chi si desidera e senza chiavi. Birò rispetta i ciclisti, i pedoni e gli altri attori della micromobilità: la velocità e l’accelerazione sono calibrate per l’uso urbano. Il suo dispositivo IoT di serie può dialogare con la città: Birò è pronto per rispettare in automatico le zone 30, per l’uso keyless via app, per qualsiasi tipologia di sharing, grazie anche al freno elettromeccanico di stazionamento automatico, con possibilità di azionamento da remoto.


Matteo Maestri è a suo modo un visionario. Partendo dall’expertize di Brieda, una consolidata realtà nel campo metalmeccanico, ha pensato e realizzato il più piccolo quadriciclo sul mercato con la mission di migliorare la vita delle persone nelle città. Ci è riuscito con Birò, un prodotto dalle caratteristiche uniche che ha già una lunga storia ed è, a suo modo, uno status simbol per chi vive le città contemporanee.

Matteo Maestri, fondatore di Birò e presidente di Estrima

Come è nata l’idea di questo prodotto innovativo?
Birò è nato per semplificare la vita all’interno delle città, dove le persone si svegliano la mattina e devono programmare i propri spostamenti in funzione a ciò che devono fare. Con Birò questo non avviene, perché basta accenderlo e partire verso la propria destinazione. Abbiamo iniziato nel 2008, eravamo sicuramente in anticipo, in parte abbiamo anche pagato il prezzo di aver precorso i tempi perché ancora non si parlava di veicoli a batteria, figuriamoci di piccoli mezzi elettrici. La progettazione è nata nella mia testa e per diverso tempo ho provato a immaginarlo, ma da quando ho deciso di progettarlo a quando è nato il primo prototipo è passato poco tempo, circa un anno. Abbiamo iniziato così con piccoli numeri, con prudenza, poi il mercato si è sviluppato.

Quali esperienze ti hanno portato a pensare a questo progetto?
Sono cresciuto in un’azienda consolidata, con 50 anni di storia. Parliamo di Brieda, che ha esperienza nella costruzione di cabine di sicurezza per veicoli da lavoro come trattori e movimento terra, e quindi con la cultura di una manifattura meccanica abituata a lavorare su prodotti che garantiscono la sicurezza alle persone che guidano questi mezzi. Le caratteristiche principali delle celle sono la robustezza, l’indeformabilità e la trasparenza per poter lavorare al meglio. Sono fatte con una certa tecnica che permette di avere una gabbia solida ma molto “slim”. A un certo punto ho pensato a come poter sfruttare queste caratteristiche in un prodotto consumer, che potesse parlare con la gente e che impattasse positivamente nella vita delle persone e la migliorasse. Questo sembra proprio essere successo grazie a Birò; i nostri clienti dichiarano che ha effettivamente migliorato la loro vita.

Che differenza c’è tra i vari modelli prodotti?
In pratica si tratta di prodotto unico, ma con diverse declinazioni. Ad esempio la differenza tra il modello “piccolo” (Birò Small) e quello “grande” (Birò Big) sono molto poche; hanno praticamente le stesse dimensioni di proiezione a terra, ma la vera differenza è la possibilità di carico. Quello grande ha una capacità di circa 300 litri che è molto per un veicolo dalle dimensioni così ridotte.

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Avete appena lanciato la nuova versione di Birò, quali migliorie sono state apportate?
Questo nuovo modello ha diverse caratteristiche migliorate rispetto al vecchio, tra cui una maggiore stabilità. Abbiamo infatti lavorato molto per abbassare i pesi e quindi il baricentro. Ha anche un migliore comfort, grazie alla nuova ciclistica del veicolo che beneficia ora di nuovi ammortizzatori più performanti. Abbiamo migliorato anche l’interfaccia uomo macchina che è ora più funzionale e minimale. Siamo intervenuti lasciando solo otto pulsanti di comando più quello del freno a mano. Essi sono stati raccolti al centro del volante per una perfetta accessibilità e sul nuovo display abbiamo messo solo tre informazioni di base con in evidenza la più importante, che per un veicolo di questo tipo non è di certo la velocità, ma l’autonomia. L’abbiamo anche reso più efficiente e aumentato la capacità di carico, migliorando inoltre anche l’estetica e realizzando una serie di componenti dedicati.

A chi è rivolto Birò? Quale è il profilo del vostro cliente?
Sono diversi gli utilizzatori, ma tutti vivono e si muovono nelle città grosse e trafficate. Questo perché Birò permette anche di trovare parcheggio, come un motorino o uno scooter, è più o meno grande come un veicolo a tre ruote, un po’ più largo ma più corto. Birò è pensato e studiato per gente che deve spostarsi, per lavoro o per piacere, con molta frequenza e fare diverse soste. Lo vendiamo ai privati e alle aziende, abbiamo anche programmi di noleggio a lungo termine. Le società le comperano per un loro utilizzo funzionale, per attività di accomodation e quando hanno la necessità di far girare in maniera pratica e veloce persone e clienti. Stiamo pensando anche allo sharing. Abbiamo sviluppato un’app molto semplice: Birò Share, e stiamo testando dei progetti pilota partendo non dalle grandi città ma per esempio sull’Isola di Procida per poter eliminare le auto dai centri turistici.

Birò è un modello unico, ma può essere personalizzato?
Sì, questo avviene per i clienti privati come per le società che desiderano renderlo più visibile. I privati spesso lo vogliono unico e cucito sui propri gusti e necessità. Facciamo molte personalizzazioni, alcune sono da catalogo, ma altre seguono il desiderio del cliente per renderlo un pezzo unico. Abbiamo una serie di fornitori che fanno: wrapping, serigrafie, impianti audio e sedili. Ogni veicolo ha la sua app associata, con cui si può comandare, accendere e vedere dove è parcheggiato. Abbiamo disegnato una nuova piattaforma che permette anche di condividerlo con altre persone all’interno della famiglia.

A livello normativo e assicurativo come è inquadrato il quadriciclo?
Come un ciclomotore. È molto più vicino a uno scooter che a un’auto, può essere guidato senza casco dai 14 anni ed è una valida alternativa al motorino, perché ha la stessa praticità di parcheggio e la sicurezza è molto alta rispetto ai veicoli a due ruote. Con Birò per esempio non ci sono più i problemi inerenti al clima o alle rotaie del tram.