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Parigi ha scelto: basta monopattini in sharing da settembre

KO! La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha sferrato il colpo decisivo ai monopattini in sharing. Il 90% dei parigini che hanno partecipato al referendum di domenica ha votato per il divieto. Un referendum che non serviva certo a conoscere l’umore dei residenti, ma piuttosto è stato funzionale all’amministrazione per scrollarsi preventivamente di dosso le critiche.

Un voto che è diventato un plebiscito con nove parigini su 10 decisi a bandire i monopattini dalla capitale francese. Percentuale bulgara, anche se a ben guardare l’affluenza non è stata così alta, circa 103 mila partecipanti su un totale di 1,3 milioni di iscritti alle liste elettorali. Quello che invece pare essere alta davvero è l’età media dei votanti. D’altra parte sembra che proprio gli anziani siano i nemici giurati dei monopattini.

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Quella tra la Ville Lumiere e i trottinette è però sempre stata una storia di amore e odio. All’inizio infatti Parigi ha conosciuto una vera e propria esplosione di monopattini in sharing, arrivando a contare diverse migliaia di mezzi in strada e una ventina di operatori. Con il tempo gli operatori sono rimasti solo tre e per cercare di arginare i “fastidi” creati dai monopattini sono state introdotte diverse limitazioni. La velocità, per esempio, è stata ridotta automaticamente in base alla geolocalizzazione e sono state delimitate aree di sosta esclusive.

Insomma si è fatto di tutto per salvare il matrimonio, ma a prescindere dai fastidi, resta il grande problema rappresentato dall’alta incidentalità, reale o percepita che sia. Nel 2022 secondo numeri della polizia della capitale e riportati da Le Figaro, gli incidenti sono stati 408 (tra privati e in sharing) con un bilancio di tre morti e 459 feriti. Dato in costante e considerevole aumento negli ultimi tre anni.

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In totale i monopattini in sharing a Parigi sono circa 15.000 e in media vengono noleggiati 3,5 volte al giorno. Calcolatrice alla mano, parliamo di oltre 52mila viaggi al giorno. Per rimpiazzarli l’amministrazione punta su altri mezzi non inquinanti (come le bici) o sul trasporti pubblico. Peseranno sulla decisione di non rinnovare le licenze anche i circa 800 posti di lavoro creati dai tre operatori, ma sul rapporto costi benefici Anne Hidalgo aveva già pochi dubbi e ora con il risultato del referendum è ormai certo che Lime, Dott e Tier dovranno abbandonare la capitale francese.