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L'editoriale del Direttore / Più condivisa, compatta, armonica e sicura

Così ci piace immaginare la mobilità del futuro. Un futuro che in realtà parla già molto al presente. E che su questo numero di Emoving Magazine (peraltro realizzato con alcuni contenuti speciali in lingua inglese in previsione di una distribuzione extra durante importanti appuntamenti e fiere internazionali) cerchiamo di illustrare divisi tra una doverosa disamina di quanto è stato negli ultimi mesi ma anche proiettati a quel che ci attenderà in questa seconda parte del 2023, oltre che per gli anni a venire. Partiamo da un’interessante analisi circa la sharing mobility – nella quale come ben sappiamo l’elettrico è sempre più presente – in ben 100 città europee. Un segmento sempre più importante, considerando che solo nel corso del 2022 sono stati lanciati quasi 200 nuovi servizi (per un totale di 850.000 veicoli in tutto il continente), contribuendo a un record di 550 milioni di viaggi in tutta Europa, con una media di 1.5 milioni di spostamenti al giorno.

Nonostante i dati di crescita, il futuro del settore presenta anche qualche elemento di incertezza e preoccupazione. L’enorme afflusso di capitali tra il 2018 e il 2021 ha permesso agli operatori di sharing mobility di espandersi rapidamente in nuovi mercati e mettere da parte le preoccupazioni di sostenibilità economica. Il 2022 è però stato contraddistinto da diverse problematiche a livello finanziario e geopolitico, come l’invasione dell’Ucraina e la recessione economica. Anche a causa di questi aspetti ben 93 servizi in sharing sono stati messi in pausa o addirittura interrotti. Inoltre, diversi operatori sono stati acquisiti o sono stati oggetto di fusioni. Allo stesso tempo, le città hanno iniziato a esprimere le loro preoccupazioni sulla sicurezza e l’occupazione dello spazio pubblico: nell’aprile 2023 per esempio, i parigini hanno deciso con un referendum di mettere fine all’utilizzo degli eScooter condivisi nel capoluogo francese (ne parliamo a pagina 14). Una decisione che potrebbe avere implicazioni anche Oltralpe.

Con gli attuali prezzi al distributore e alle colonnine molti utenti negli ultimi anni hanno scelto di ripensare la propria mobilità quotidiana per trovare alternative alla macchina soprattutto in ambito urbano. La tendenza osservata in Italia è quella di ridurre l’uso dell’auto specialmente nel tempo libero. Tendenza a cui la pandemia aveva dato il via con l’utilizzo maggiore dei mezzi di trasporto (soprattutto elettrici) a due ruote per gli spostamenti quotidiani, che risultano non solo più economici, ma anche idonei per personalizzare, adattare e programmare meglio l’esperienza di viaggio. L’aumento di tali veicoli sulle strade delle città porta con sé la necessità di ripensare gli spazi urbani e il rapporto con gli altri mezzi di trasporto. La convivenza tra le quattro ruote con i mezzi di micromobilità urbana è una sfida in termini di sicurezza come ci ricorda la cronaca quotidiana.

Il minor utilizzo del veicolo privato sarà spinto non solo dal risparmio economico, ma soprattutto dall’obiettivo di spostarsi in modo più intermodale e sostenibile. Il cambiamento della mobilità e la riduzione del numero di veicoli in transito all’interno della città trasformeranno la struttura urbana, per esempio modificando la conformazione delle corsie stradali e liberando aree da destinare a spazi verdi o parcheggi adeguati non solo alle bici, ma anche alle cargo bike (da questo numero avremo una rubrica fissa dedicata a questo segmento che ancora tanto potenziale ha soprattutto nel nostro Paese). Tra i nuovi modelli urbani che vengono proposti per conciliare tra loro i nuovi volti della mobilità, sta facendo discutere quello teorizzato dall’urbanista svizzera Lydia Bonanomi. L’idea è quella di ridurre la velocità del traffico a 30 km/h nei centri urbani. La logica di una “Città 30” si contrappone al modello auto centrico attuale che comporta, mediamente, l’occupazione dell’80% dello spazio pubblico e che per il 40% dei casi spostamenti inferiori a quattro km. Nel nostro Paese, da giugno 2023 Bologna è la prima grande città in cui non è possibile superare il limite di 30 km/h in una parte significativa del suo territorio. Milano la seguirà a ruota.

A proposito di Milano: nelle prossime pagine vi proponiamo vari e interessanti contributi e punti di vista raccolti nel corso della terza edizione degli Emoving Days, organizzati proprio dal nostro gruppo a fine marzo nella splendida cornice di CityLife, con un grandissimo successo tra pubblico finale e operatori del settore. Tra le novità più apprezzate dell’edizione 2023, infatti, da rimarcare la nascita dell’Emoving Business Day (EMBD) di venerdì 24 marzo, giornata dedicata agli operatori bike e eMobility, scandita da una serie di workshop all’interno del cinema Anteo. Di fronte a una platea ampia e interessata proveniente da tutta Italia (oltre 300 persone accreditate, tra retailer, aziende, media e altre figure professionali), sono stati affrontati temi strategici per il settore: politiche di mobilità urbana, analisi di mercato, approfondimento e prospettive del business dello sharing, formazione e aggiornamento per i punti vendita specializzati, modalità e codici di comunicazione. Chi non ha partecipato all’evento potrà riviverlo in gran parte proprio con i vari contenuti che troverete in questo numero di Emoving Magazine. E siamo certi sarà decisamente incentivato a parteciparvi di persona il prossimo anno (non mancheranno i primi dettagli sulla quarta edizione nelle prossime settimane).

Benedetto Sironi – Editoriale Emoving Magazine n° 05-06/2023