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emoove electric mobility milano

Prima un negozio di ricambistica, ora uno store completamente dedicato ai mezzi di trasporto agili, veloci, sostenibili. La storia di Emoove Electric Mobility inizia quasi 10 anni fa ma “scalda i motori” solo nel 2019, diventando uno dei punti di riferimento degli spostamenti meneghini

Davanti allo store di Alessio Griffini, inserito nel sud di Milano proprio sulla circonvallazione, si vedono sfrecciare le macchine a una velocità poco consona alle intenzioni del capoluogo lombardo, che paventa l’idea di diventare presto una “città 30” sulla scorta di esempi come quello di Bologna e di altre capitali europee tipo Londra. Sentirsi dire che l’elettrico sta diventando ormai la normalità nonostante mezzi così aggressivi è quindi un bel sollievo. La storia stessa di Emoove Electric Mobility in effetti sembra confermarlo: inizialmente negozio di elettronica che si occupava di vendita e ricambi di accessori, ora una vera e propria realtà che si impegna a rendere gli spostamenti in città più veloci, convenienti, green. Lo fa con un’offerta che comprende di tutto – dalle moto ai monoruota –, con uno sguardo ai Paesi più strutturati dal punto di vista della mobilità urbana e con un vero asso nella manica quando si tratta di ottimizzare i tempi e contenere i costi: lo scooter elettrico.

emoove electric mobility milano - alessio griffini

L’intervista

Alessio Griffini, titolare

Quando è nato il negozio e qual è la sua storia?
Lo store è nato ormai nel 2016, allora a San Donato in Provincia di Milano. Tuttavia, siccome in Italia il discorso delle due ruote elettriche non era ancora granché sviluppato, inizialmente si trattava per lo di più un negozio di elettronica adibito a vendita e ricambi di batterie e motori. Successivamente, nel 2017 sono arrivati i primi monopattini, finché non mi sono spostato interamente nel mondo dei veicoli a iniziare da Niu, per cui siamo subito diventati concessionari, seguito da Super Soco. Infine, nel 2019 ci siamo trasferiti dentro Milano, virando definitivamente al mondo dello scooter e delle moto elettriche, senza dimenticare monopattini ed eBike che però occupano una fetta di mercato minore.

Trovi che negli ultimi tempi, anche in seguito alle polemiche sul grande numero di auto che ancora circolano per Milano, ci sia un buon riscontro sull’opzione dell’elettrico da parte degli utenti della strada?
C’è da dire che il periodo Covid ha aiutato molto il discorso in termini di mobilità personale e individuale. Ai tempi, nessuno voleva più prendere mezzi pubblici e condividere lo spazio con troppe persone, per cui un periodo a tutti gli effetti negativo ha di fatto avuto una spinta molto positiva nel nostro campo. Nel periodo 2020/21 si è infatti verificato un forte incremento nelle vendite, sia per via della pandemia che per altri temi come il fattore ambientale e quello del risparmio. Attualmente, a Milano i mezzi a batteria sono decisamente i più indicati: hanno bassi costi di gestione e di utilizzo, e se si utilizza molto lo sharing – come spesso accade – il noleggio ripetuto ha un prezzo piuttosto alto, che invece viene praticamente abbattuto del tutto quando si acquista un veicolo elettrico. Sotto questo punto di vista, Milano risponde molto bene a questo tipo di mobilità.

Negli ultimi anni si è diffusa una maggiore consapevolezza e conoscenza nell’uso dei mezzi elettrici. Com’è cambiato l’approccio del cliente quando entra in negozio?
La gente si sta abituando, è ormai assodato. Prima anche il solo possedere un mezzo del genere era considerato un po’ fuori dallo standard. Adesso, invece, grazie anche alle promozioni che vengono fatte in tv e negli altri canali pubblicitari il passaggio all’elettrico viene promosso sempre di più. Questo discorso vale in particolare per le auto a causa delle limitazioni che Milano ha inserito sulla circolazione di macchine a motore endotermico. Per le moto non si applica ancora questo discorso, ma si vede ugualmente che nelle grandi città i mezzi più green sono diventati quasi la normalità.

emoove electric mobility milano

Le limitazioni per le auto in effetti spingono molto verso l’acquisto di una macchina elettrica, sostituzione che sta diventando quasi obbligata. Per le moto, come sappiamo, non è ancora il caso. Cosa spinge allora una persona
a scegliere di comprare una moto o scooter elettrico rispetto a un modello tradizionale?
Se uno pensa all’utilizzo che l’utente medio ne fa di solito, la moto viene prevalentemente utilizzata nel tragitto casa-lavoro. Si tratta quindi di una fruizione di tipo urbano e non intesa per i viaggi lunghi, dove viene comodo spostarsi nel più breve tempo possibile e con i più alti margini di risparmio economico, comodità e affidabilità del mezzo. E non dimentichiamoci che il motore elettrico non ha praticamente bisogno di manutenzione, cosa che di certo fa comodo. In questo momento sicuramente l’emobility è la scelta migliore per l’utilizzo in città. Anche perché è solo questione di tempo prima che le moto endotermiche subiscano la stessa sorte delle auto e vengano pian piano sempre più limitate nella loro circolazione in città.

Quali sono i veicoli più apprezzati in città rispetto alla tua offerta?
Sicuramente lo scooter: in città è di gran lunga il più comodo, si può ricaricare facilmente con una semplice presa per la corrente, è dotato di ampio bauletto e così via. La parte moto in questo momento rappresenta solo una piccola percentuale di vendita perché si tratta di modelli urbani e non da viaggio, anche se tra gli appassionati di questo tipo di mezzi si vendono comunque bene.

Alla luce anche del discorso ecobonus, hai notato un incentivo nell’utilizzo di LEV?
Quella degli ecobonus è una leva senza cui l’Italia – per come è messa ora come ora – farebbe sicuramente fatica nel processo di  transizione all’elettrico. D’altronde il nostro Paese è diverso da quelli più strutturati come il Nord Europa: i dati di vendita ad esempio di Svezia e Finlandia vedono l’80% del parco circolante occupato dall’elettrico; se si va a vedere il 2023 in Italia, il nostro anno peggiore, eravamo fermi al 3,8%. Sono chiaramente numeri ben diversi. Invece, nel nostro caso entrano in gioco questioni quali gli stipendi bassi e i prezzi stessi dei veicoli, per cui non è un caso che l’acquirente italiano sia in genere una persona che ha una certa disponibilità economica. I mezzi elettrici hanno un costo di listino che è quasi il doppio rispetto a uno a benzina: questi bonus aiutano la vendita in maniera determinante.

Hai dei progetti per il futuro?
Sicuramente mi piacerebbe aprire un franchising o altri store con il mio marchio registrato, nonché offrire sempre il miglior servizio possibile. Per adesso resterei nella zona del milanese, ma non escludo di spostarmi, dovesse esserci la possibilità.

Di Benedetta Bruni