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Ewiva ha annunciato un nuovo passo in avanti verso una rete ad alta potenza sempre più capillare e facile da usare: la funzionalità che consente di pagare la ricarica del proprio veicolo elettrico con carta di credito o debito è ora disponibile in 113 siti Ewivapiù di 400 punti di ricarica (PoC) – su tutto il territorio nazionale. Infatti, nei primi mesi dell’anno i siti in cui è stato esteso il servizio sono stati 43 (per un totale di 96 PoC), che si sommano così agli oltre 70 in cui era già disponibile.

In più di 60 province di tutta Italia è possibile, quindi, pagare direttamente alla colonnina Ewiva in modalità contactless attraverso carte di debito, credito o prepagate dei circuiti Mastercard, Visa, Vpay e Maestro, o tramite Apple Pay e Google Pay, per un’esperienza di ricarica ancora più semplice.

Bozza automatica 978Infatti, il servizio incontra non solo alle necessità dei clienti occasionali, come i turisti e tutti coloro che hanno attivato un noleggio a breve termine di un mezzo elettrico, ma anche degli e-driver abituali che, in caso di emergenza, potrebbero aver bisogno di metodi di pagamento differenti per poterne usufruire. Non solo: si tratta di una soluzione ideale anche per chi ha deciso di optare per una ricarica a consumo, senza, quindi, sottoscrivere un abbonamento con un fornitore di servizi di ricarica (MSP).

“Rendere il servizio di ricarica sempre più accessibile: è questo il nostro obiettivo primario e siamo molto felici di poter annunciare un ulteriore ampliamento del servizio che consente di pagare con la carta, attivo ad oggi su oltre 100 siti in tutta Italia. Un numero sempre maggiore di e-driver potranno ora ricaricare in modo ancora più semplice e veloce il proprio veicolo. Dagli utenti occasionali a chi decide di optare per un servizio a consumo, il progetto risponde ad ogni esigenza di ricarica, liberando il desiderio di muoversi in elettrico”, ha dichiarato Federico Caleno, ceo di Ewiva.

Le 43 stazioni di ricarica in cui è stata ampliata questa funzionalità, in linea con la normativa AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) della Commissione Europea, fanno parte del progetto europeo CEUC.