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Dopo “Deforestazione made in Italy” e “One Earth – Tutto è connesso”, Until the end of the world è la terza opera del regista Francesco De Augustinis che da sempre indaga i rapporti tra allevamenti intensivi e sostenibilità. Un viaggio “fino alla fine del mondo” per indagare l’impatto della produzione di spigole, orate e salmoni di allevamento.

“Il documentario racconta la crescita rapidissima degli allevamenti di pesce, per produrre salmoni, spigole, orate, o anche gamberi, trote e tonni, in diverse regioni del mondo. In questo viaggio attraverso tre continenti abbiamo incontrato realtà molto diverse e tantissime comunità locali, che stanno combattendo ognuna la sua battaglia contro la crescita inarrestabile di questa industria, che spesso minaccia la loro stessa esistenza”, Francesco De Augustinis

In sala il 22 maggio, presso CityLife Anteo, il documentario è frutto di un lavoro di ricerca giornalistica durato tre anni, realizzato grazie al sostegno di Journalismfund Europe e Internews’ Earth Journalism Network.

A inizio proiezione, il regista Francesco De Augustinis introdurrà il film e a conclusione incontrerà il pubblico.

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La trama

De Augustinis torna a parlare del legame tra sostenibilità ambientale e allevamenti intensivi, indagando ciò che succede dietro l’allevamento degli animali d’acqua.

È il racconto di un viaggio sulle orme dell’industria dell’acquacoltura, diviso in diverse tappe, che indaga su questo modello produttivo per capire se davvero, come promette, contribuisca a rendere più green il sistema alimentare. Anche a fronte di una popolazione mondiale che potrebbe raggiungere i 9,7 miliardi di persone nel 2050.

Oltre agli allevamenti intensivi di maiali, polli e vitelli, anche l’industria del pesce incide in maniera significativa sulla sostenibilità ambientale, sulla sicurezza alimentare e sullo sfruttamento delle risorse, inquinando paradisi naturali e distruggendo piccole economie locali in varie parti del mondo.

Per i nostri appassionati lettori c’è la possibilità di comprare i biglietti a una tariffa ridotta (6,50 euro) attraverso il codice: GREEN.